Quando l'utilizzo del fido diventa un problema
Lavorare ogni mese vicino al limite accordato, senza un margine disponibile, può peggiorare la valutazione dell'impresa. La banca potrebbe interpretarlo come dipendenza dal credito a breve, difficoltà nel generare cassa o presenza di affidamenti non adeguati al reale fabbisogno.
Il rischio aumenta in presenza di sconfinamenti, insoluti, ritardi nei pagamenti o utilizzi elevati presso più banche contemporaneamente. Non esiste però una percentuale valida per tutte le imprese: vanno considerati settore, stagionalità, andamento degli incassi e caratteristiche del ciclo finanziario.
Come gestire meglio gli affidamenti
- Controlla ogni mese l'accordato, l'utilizzato e il margine ancora disponibile.
- Evita che il fido rimanga costantemente vicino al limite.
- Pianifica incassi, pagamenti e scadenze con un budget di tesoreria.
- Negozia linee di credito adeguate al fabbisogno reale dell'impresa.
- Diversifica gli affidamenti, evitando un'eccessiva dipendenza da una sola banca.
- Valuta il consolidamento della quota di debito a breve utilizzata per finanziare investimenti o esigenze permanenti.
- Migliora la gestione di crediti, magazzino e debiti verso fornitori per liberare liquidità.
Il fido deve sostenere l'impresa, non tenerla in piedi
Un affidamento ben dimensionato offre elasticità e permette di affrontare scadenze e picchi di lavoro. Se invece è sempre completamente utilizzato, smette di essere una riserva e diventa un segnale di debolezza.
Con il Metodo D.R.O.N.E. puoi individuare le cause dell'utilizzo eccessivo, riequilibrare il debito e presentarti in banca con numeri più solidi. Migliora il rating prima di chiedere nuovo credito e aumenta le possibilità di ottenere condizioni migliori.
